lunedì 13 novembre 2017

Superman Lazlo Bane

Quando hai qualcosa da dire ma sostanzialmente non sai come esprimerlo solitamente ci si rivolge all'aiuto di una canzone. In queste ultime settimane avrei tanta voglia di esprimermi e di parlare ma nessun suono o pensiero esce dalla mia mente. Quindi mi avvalgo della facoltà di farmi aiutare da una canzone. E' stata la prima che ho ascoltato ininterrottamente quel maledetto giorno che sono dovuta correre a casa. E' una delle canzoni che ha segnato anche la mia infanzia e ora come mai credo esprima al meglio tutto quello che non riesco a dire.

P.S. Vi scongiuro ditemi che vi ricordate di quale serie è la sigla.

Out the door just in time
Head down the 405
Gotta meet the new boss by 8 a.m.
The phone rings in the car
The wife is working hard
She's running late tonight again

Well, I know what I've been told
You got to work to feed the soul
But I can't do this all on my own
No, I know, I'm no Superman
I'm no Superman

You've got your love online
You think you're doing fine
But you're just plugged into the wall
And that deck of tarot cards 
Won't get you very far
There ain't no hand to break your fall

Well, I know what I've been told
You gotta know just when to fold 
But I can't do this all on my own 
No, I know, I'm n Superman
I'm no Superman

That's right

You've crossed the finish line
Won the race but lost mind
Was it worth it after all? 
I need you here with me
Cause love is all we need
Just take a hold of the hand breaks the fall

Well I know what I've been told
Gotta break free to break the mold
But I can't do this all on my own
No I can't do this all on my own
I know that I'm no Superman
I'm no Superman

Someday we'll be together 
I'm no Superman 
Someday, someday we'll be together 
Someday
I'm no Superman




E nemmeno tu sei Superman piccola mia. "Un giorno saremo di nuovo assieme" dice il testo, speravo di non doverti ritrovare in circostanze come queste. 



martedì 24 ottobre 2017

Fun, some nights - Traduzione

Ripropongo. Scritto nel 2012 (cinque anni fa mamma mia). Non so perché ma credo che ora più che mai queste parole siano importanti e significative. Ora più che mai sento il bisogno di riproporle.

Certe notti, resto in piedi facendo i conti con la mia sfortuna
certe notti, lo chiamo un pareggio
certe notti, vorrei che le mie labbra potessero costruire un castello
certe notti, vorrei semplicemente che crollassero

Ma mi sveglio ancora, vedo ancora il tuo fantasma
Oh Signore, non sono ancora sicuro per cosa lotto
per cosa lotto?
La maggior parte delle notti, non lo so più ...

E' tutto qui, ragazzi, questa è guerra
cosa stiamo aspettando?
Perché non abbiamo già infranto le regole?
Non sono mai stato tipo da credere nella pubblività
la lascio al bianco e nero
Ci provo il doppio e piaccio solo a metà,
ma ecco che tornano a sollevare il mio stile

E va bene; ho trovato una martire nel mio letto stanotte
Lei impedisce alle mie ossa di domandarsi chi sono
Chi sono?

Beh, certe notti, vorrei che tutto questo finisse
perché potrei usare qualche amico per cambiare
E certe notti, ho paura che ti dimenticherai di nuovo di me
Certe notti, vinco sempre, vinco sempre ...

Ma mi sveglio ancora, vedo ancora il tuo fantasma
Oh Signore, non sono ancora sicuro per cosa lotto
Per cosa lotto? Per cosa lotto? 
La maggior parte delle notti, non lo so ... avanti

Quindi è tutto qui? Ho venduto la mia anima per questo? 
Me ne sono lavato le mani per questo?
Ho perso mia mamma e mio papà per questo?

no. Quando vedo le stelle, sono proprio stelle
Quando ascolto delle canzoni, hanno il suono di un cigno,
Allora avanti, oh avanti...

Beh, è così ragazzi, è tutto qui 
cinque minuti e sono di nuovo annoiato
Dieci anni di tutto questo, non sono sicuro che qualcuno possa capire
Questo non è per le persone a casa
Mi spiace partire, mamma, devo andare
Chi cazzo vuole morire da solo,
tutto disidratato sotto il sole del deserto?

Il mio cuore si sta spezzando 
per mia sorella e quell'idiota che lei chiama "amore"
Ma quando guardo negli occhi mio nipote
Amico, non crederesti alle cose meravigliose
che ne possono venir fuori ...
Certe notti terribili ...

L'altra notte non crederesti al sogno che ho fatto su me e te
Ti ho chiamata, ma siamo stati entrambi d'accordo che
Fosse meglio che tu non ascoltassi
Fosse meglio che mantenessi le distanze

Fosse meglio che non ascoltassi
Fosse meglio che mantenessi le distanze ...



sabato 7 ottobre 2017

Ciclo e Paranoie

Parola che fa paura e terrorizza migliaia di uomini (E donne) all'ascolto.
Ma sì,miei cari, esiste il ciclo noi donne ce lo sorbiamo dai nostri 12/14 anni (so che ci siete anche voi primizie che lo subite da ben prima , vi sono vicina) e conviviamo con esso fino ad una veneranda età.
È una realtà che esiste e che sta uscendo fuori dal guscio solo negli ultimi tempi, viene comunque sempre visto come qualcosa di tabù che è bene non sventolare troppo e soprattutto è bene celare ai maschietti. Cosa a mio avviso molto sbagliata (che faccio anche io per una mentalità cresciuta con questo ideale) ma che ritengo comunque inopportuna perché è bene che gli uomini imparino a capire che questo non è solo un momento per dare in escandescenze ma è un momento nel quale non siamo al 100x100 ma è una cosa assolutamente normale che passerà.

Ci sono vari modi nei quali la donna reagisce al ciclo: ci sono le fortunate che non sentono alcun dolore o un lieve fastidio, quelle che hanno dolori vari, quelle che hanno nausea e vomito, coloro che sentono forti crampi e c'è persino chi soffre di estremo dolore tanto che è costretto ad andare in ospedale*. E molto altro,abbiamo uno spettro molto ampio che comprende i classici cinematografici sbalzi d'umore e la perenne fame dolcifera e non devastante.**
*posso giurare che è vero e non sto esagerando nulla,anche questa è una realtà della vita femminile che non viene mai mostrata*
**un sintomo non esclude gli altri perciò in quei giorni possiamo passare anche per ogni stadio sopra citato**

Personalmente faccio parte della categoria nausea+vomito (yippy) e vi posso assicurare che non è piacevole ne per me che la vivo ne tanto meno per le persone che mi sono accanto che sono costrette a vedere un fantasma vagare per casa che crolla ovunque si trovi e dorme per ore per poi correre nuovamente in bagno. Può sembrare comico scritto così devo ammetterlo ma non lo è.

Ma sorvolando la mia esperienza personale che a voi non frega un cazzo ma io la dico lo stesso (pappapero) mi sono messa a pensare a quante donne si trovassero nella mia situazione e a quante succeda molto di peggio. Valutando un poco il corso della storia e anche la storia attuale mi è venuto naturale pensare che forse è anche per questo che ad una donna viene associato il termine "sesso debole" e venga addirittura discriminata. Non sto affatto dicendo che sia giusto.

Mi spiego meglio. Se una donna una volta al mese per un tot di giorni è fisicamente impossibilitata ad essere al 100x100 attiva e a poter usare al meglio le sue possibilità e capacità forse allora è "normale" che venga associata ad aggettivi come debole. Ciò non giustifica il fatto che venga discriminata e resa succube di un meccanismo maschilista; ma dato che in quei giorni la donna perde un po' della sua forza (che ha in abbondanza) allora anche lei si sentirà più debole e più incerta.

Mi spiego ancora meglio per non iniziare ad essere accusata di qualsiasi cosa: il mio ultimo mese sotto questo punto di vista è stato abbastanza atroce dato che sono stata incapace anche solo di camminare ma ero a casa dei miei quindi problemi non c'erano ma mi sono posta la seguente domanda "e se io convivessi con il mio ragazzo?". Ed ho iniziato ad avere mille paranoie perché in quel determinato periodo io sarei solo uno straccio buttato lì in un angolo che ogni tanto deve correre in bagno. Non faccio altro. Non servo ad altro. Sarei un peso importante della quale il poveretto dovrebbe prendersi cura, come se non fosse già abbastanza dura prendersi cura di sé stessi!

Quando sto male sono molto autonoma e non voglio aiuti esterni se non strettamente necessari quindi problemi probabilmente non si potrebbero ma determinate situazioni mi fanno sentire debole. Mi sentirei un peso per la persona che mi sta accanto, probabilmente non riuscirebbe a capire che sono dolori veri* e che non passeranno con una pasticca.**
*altro problema gli uomini che non comprendono che il ciclo comporta dei dolori veri*
**nel caso di alcuni dolori/fastidi basta effettivamente una pasticca perché passino almeno per un po', ma in altri casi come il mio dato che mi è impossibile ingerire la qualunque una pillola non fa al caso nostro**

Mi sentirei di monopolizzare per quei momenti la vita dell'altra persona e considerando che si tratta di un dolore che è destinato a ripetersi nel tempo queste sensazioni negative di disagio aumenterebbero e non passerebbero nel corso del tempo. Per non parlare della vista in se e di tutto ciò che comporta lo sporcarsi, il macchiare indumenti, lenzuola e panni vari che porterebbero (e sono sicura in passato hanno sicuramente portato) ulteriore disagio.

Quindi andando ad accumulare disagi+disagio posso comprendere come nel passato queste cose non fossero solo tabù ma fossero considerate anche cose scandalose e che rendono la donna un incubatrice inadatta a svolgere qualsiasi altro tipo di lavoro.

Siamo forti e possiamo superare ogni cosa e il mio fermarmi e stare male non fa di me una debole o non sminuisce in alcun modo ciò che faccio e ciò che sono ma resta il fatto che mi fermo, che devo avere una pausa e in questa pausa starò male (che comunque può essere attribuita come cosa anche alla mia vita in generale ma questo è un altro discorso) e che potrei essere un "peso" per qualcuno.

Potrei parlare anche delle pubblicità idiote di adesso degli assorbenti ma mi fermo qui speranzosa che il messaggio sia arrivato. Fatemi sapere

venerdì 15 settembre 2017

Mea culpa

Forse si è perso il contatto con la realtà. Questa tecnologia ci sta distruggendo la vita.
E' vero ci permette di essere in contatto con persone che altrimenti lontane e con le quali sarebbe impossibile comunicare. Ma ci sta comunque distruggendo, me ne rendo conto benissimo.
Basta che mi guardi dall'altro quando viene sera; un tempo ero dedita ai film, alle serie ad un buon vecchio e caro libro, mi appassionavo e niente e nessuno poteva disturbarmi.
Adesso sono sempre con il telefono in mano a rispondere a messaggi o a controllare social dei quali non comprendo la mia spasmodica ossessione.

Forse perché ci friggono il cervello con cose semplici, rapide e con musiche accattivanti e immediate. Ti prendono subito e continui a scorrere senza renderti conto che sono passati non cinque minuti come ti fanno credere ma ore intere. Ore intere a fissare uno schermo con lo sguardo assente.

Sono una malata del telefono. Devo sempre controllarlo, averlo in mano o tenerlo vicino. E non mi rendo conto che quando faccio qualcosa mi allontano da lui e passo del tempo migliore che in sua compagnia. Posso comunque stare bene.

A volte penso che vorrei essere famosa. Avere mille foto belle, mille utenti che mi seguono e mi commentano stati o altro. Avere una vita piena di cose da fare e per questo poter caricare foto e video di tutte le cose interessanti. Poi ragiono. Questa tecnologia ci sta distruggendo, questa visibilità, tutto questo è assurdo.

Continuando ad immergerci in questi social perdiamo il contatto con realtà e sentimenti, virtù e morale. Non esistiamo più. Diventiamo tutti degli automi malati di notorietà, anche per brevi attimi, che non si sconvolgono più nemmeno davanti ad un morto, neanche dovesse essere loro parente.

A volte sono così estranea alla vita da non provare alcun sentimento per nessuno. Sto o parlo con le persone solo perché mi danno attenzioni e non mi fanno rimanere sola. Ma di loro non mi importa mai veramente.

Prima avevo paura di questa cosa; sapevo che era sbagliata e avevo piccoli attacchi di panico per questo. Non volevo far del male alle persone che mi volevano bene, fingere vero interesse non è mai un bene. Ma adesso non ho più nemmeno quelli. Non mi importa di nulla e di nessuno, nemmeno del mio futuro, basta solo che le persone mi parlino e non mi lascino da sola quando voglio io.

Sto ferma qui a non fare niente. Razionalmente so che non posso continuare così, so che devo muovermi e fare qualcosa ma allo stesso tempo rimango ferma qua a fingere sentimenti e a costruire il niente. Vuota completamente.

Anche in questo caso do la colpa alla tecnologia quando la colpa è solo mia.

lunedì 24 luglio 2017

Mi racconto

Ho scritto questa lettera mesi fa in risposta ad una di un mio amico molto caro. Ci siamo raccontati, ci siamo detti quelle cose che sapevamo ma che non avevamo il coraggio di dire apertamente a voce.
Questo non è un modo per essere "compatita", per avere attenzione o che so io.
Questa è solo una lettera scritta una notte col cuore in mano e la mente bene in allerta, è solo una lettera che racconta qualcosa che mi è capitato e che come ogni cosa mi ha portato ad essere quella che sono. E sì, è anche una lettera per una persona speciale che mi vuole un gran bene e non vorrebbe che mi succeda più nulla.

In un certo senso forse devo dire grazie a tutto questo perché mi è servito da lezione molto più delle lezioni in aula.
(Riporto la lettera come l'ho scritta senza cambiamenti se non le correzioni di errori di ortografia)

"Non ti ho risposto prima perché eri impegnato con l'esame di economia e non volevo in alcun modo distrarti ulteriormente. Che dire, nulla. Lo comprendo e capisco e l'unica cosa che posso fare quella di provare a raccontarmi come hai fatto tu. 

Io non ho mai avuto problemi di solitudine, ero e sono sempre stata per i fatti miei vivendo nel mio piccolo mondo immaginario. E forse è stato proprio questo il problema. Il non riuscire ad integrarsi nel mondo vero, l'interagire con le persone. Tutti erano più avanti, più uniti, parlavano di cose normali ma a me non importava perché avevo il mio mondo e nel mio mondo vivevo bene. Forse è anche per questo che crescendo sono sempre stata amica di persone strane o particolari, soprattutto di persone con una spiccata intelligenza amanti della lettura; perché in fondo anche loro vivevano nel loro mondo. 
Però crescendo le cose si sono fatte più pesanti. non c'è posto per le fantasie da bambina tutte sono già donne, già adulte, tutte sembrano far parte di un club esclusivo nel quale puoi entrare solo se fai le loro stesse cose. Non mi è mai andato a genio essere come gli altri, avere le stesse cose degli altri. No, non ci sto. Non voglio. 
A casa mia o con la mia vecchia amica era possibile essere me stessa ed essere felice, però le cose cambiano in fretta e lo stare a contatto ogni giorno per cinque ore o più con delle ragazze che sono omologate non è facile. La mia amica aveva conosciuto altre ragazze , usciva con loro e si divertiva e mi portava con sé a volte ma questa è un'altra storia. 
Fatto sta che ad un certo punto mio malgrado aprii gli occhi e vidi attorno a me persone che mi prendevano in giro, non solo a me, che credevo un po' amiche e che si erano rivelate invece false. 
Vedendomi già come diversa in partenza questa cosa non ha fatto altro che amplificare il mio disagio. Ed eccola lì la presenza che mi segue ovunque, che non mi ha più lasciato. 
Essere a disagio con me stessa e con gli altri.
Chi parla di bullismo solo quando una persona di ammazza o solo quando qualcuno viene picchiato sbaglia. Quelli sono gli eccessi, la fine di tutto un meccanismo che parte da dietro. Il bullismo parte dagli atteggiamenti, le occhiate, le risate, piccoli commenti che noterai sempre di più. Fin ad arrivare a credere che ogni singolo minuto chiunque nella tua stanza stia parlando e ridendo di te. (Che poi alla fine magari si rivela anche essere vera come cosa) Un carattere debole come il mio poi, crolla facilmente.  Mantieni le apparenze e cerchi di svagarti fino all'ultimo, non vuoi crederci e non vuoi pensarci ma arrivi ad un certo punto nel quale ti senti un errore, uno sbaglio e crolli. 
Non sei come le altre, non pensi come le altre, i gesti, i modi, le cose che fai tutto sbagliato.
Tutto da correggere.
Tu non sei adatta a stare qua.
Non sei in grado di avere una vita normale.
Dove è che sbagli? Come puoi andar bene così?
Diversa. Strana. 
Tutto da rifare. 
Inadatta.
Così inizi senza rendertene conto ad avere paranoie e ansie a livelli sempre maggiori, ti chiusi in te stessa, inizi a stare male a piangere sempre più spesso, ad essere scontrosa ad arrabbiarti per tutto. Poi hai un briciolo di coraggio provi a chiedere aiuto ma nessuno ti ascolta, le tue parole vengono sommerse ed ignorate per l'ennesimo sabato sera fuori in discoteca al quale partecipi anche tu solo per cercare di non crollare. Ma è inevitabile. 
Così ogni mattina ti svegli con la nausea e alcune volte vomiti per questo non fai colazione né a casa né in aula, il pranzo è leggero quasi inesistente. Poi ti chiudi in camera dicendo di studiare, ti butti a terra e piangi. Fino ad esaurire le forze. Per poi riprenderti miracolosamente. Ti riprendi un poco giusto il tempo di una cena, film, serie tv e dopo notti insonni, l'angoscia ricomincia. Domani dovrai rivedere quei volti, sentire quelle voci. E allora non si dorme si pensa o si corre nuovamente a vomitare. Così per giorni, poi mesi ed infine passa un anno. E tutti si accorgono che stai un po' male, che sei messa male ma nessuno che venga da te a darti una mano. 

Io sono sola. Sono sola perché mi sono rialzata da sola. Ho capito cosa sono le cose importanti e piano piano ho eliminato tutte le altre. Amicizie superflue, via. Rapporti sbagliati, via. L'amica che consideravo mia sorella l'ho persa il primo anno di università (stavo male anche all'ora perché questo è il percorso sbagliato e le continue litigate con lei e il suo costante ignorarmi non mi aiutava), mi ha mentito, nascosto milioni di cose. Ma questo non è importante. Troppi dettagli che adesso non sono importanti. 
Quando riesci a capire ciò che conta e comprendi gli errori di quelle persone allora per te non esistono. Ti svegli la mattina e entrando in aula vedi solo il tuo banco, la tua compagna e una o due persone. Il resto è buio. Il resto non esiste. Non percepisci più i suoni, non vedi più i volti. Prosegui finché quelle persone non spariranno per sempre dalla tua vita. 
Anni dopo ho detto ad una mia amica di ballo quello che mi era successo in quegli anni e lei per tutta risposta ha detto "Sapevamo che c'era qualcosa che non andava ma finché non eri tu a fare il primo passo, noi non volevamo immischiarci". Stronzata. Fai così e perdi qualcuno o in termini di amicizia o in termini di vita.

Ho scritto anche troppo, ti chiedo scusa.

P.S. Tu hai la tua solitudine io ho la mia angoscia"

Che dire.
Posso dire che ci sarebbe altro da dire ma penso che la questione si capisca anche così. Questo non è il classico post che faccio solitamente ed è molto lungo ma mi sentivo di condividerlo. Dico anche che questo disagio e questa angoscia non sono ancora totalmente passate: detesto tutt'ora trovarmi in luoghi molto affollati, mi sento a disagio quando devo fare nuove conoscenze, mi piace il mio corpo ma conosco i suoi difetti e vorrei fare qualcosa per migliorarlo,  continuo a sentirmi diversa in alcune situazioni nonostante apprezzi la persona che sono, non riesco ancora ad interagire bene con gli estranei e tendo sempre a non parlare mai di me. Ecc.. ec..
Ma non sto più male, posso ritenermi contenta e nel mio piccolo assieme alle persone giuste sono felice. Non credo che si possa cambiare radicalmente il proprio modo di pensare in pochi anni ma credo che piano piano le cose possano andare meglio e i ragionamenti di una persona possano migliorare.

Questa è solo una lettera, è solo una storia. Ma ogni storia può far pensare e può dare una mano.
Non credo che per questa sia così ma se mi dovessi sbagliare sono contenta.
Prendete queste parole un po' come volete voi ma vi prego di farne l'uso migliore.

Pi greco

lunedì 17 luglio 2017

Tante (anche troppe) domande

Dato che mi diverto molto male e oggi è proprio la giornata del "non ho voglia di fare niente solo di sguardare cose stupide su internet" e dato che mi annoio (come ... sempre.)

Forse dovrei fare qualcosa della mia vita. . . . Naaah!

Mi sono imbattuta in un centinaio di domande alle quali le ragazzette o ragazzetti rispondono allegramente tutti contenti di spiattellare la loro vita a qualcuno (le domande sono molto sceme in realtà) , dato che questo blog spiattella più o meno i miei avvenimenti o comunque quello che mi passa per la testa e visto che mi sento frivola e in vene di sciocchezzuole , ho voluto rispondere a queste domandine sceme.

Ma ogni tanto ci sta suvvia, lasciamoci invadere la testa dai social e dalle frivolezze.

- Segno zodiacale?  Gemelli (questo spiega già tutto)
- Sei uomo o donna? Domanda più che legittima. Donna.
- Colore dei capelli? Al momento viola.
- Occhi? Verdi
- Altezza? Dalla testa ai piedi.
- Vorresti cambiare il tuo nome? Mmmmm sì.
- Hai una migliore amica?
- E un migliore amico? Ci sto lavorando.
- Ti sei mai innamorata? Si può dire di sì.
- Credi nell'amore a distanza? Assolutamente sì.
- Ultima cosa che hai bevuto? Acqua. Sono una persona triste.
- Social Network preferito? Instagram.
- Di cosa hai paura? Al momento di essere aggredita.
- Ultima canzone ascoltata? "Sei un mezzo di me" di Levante.
- Ti piace la scuola? No.
- Cantante preferito? Vasco. (sì ,sì lo so ...)
- Hai mai perso qualcuno di speciale? In termini di vita no, di allontanamento sì.
- Sei mai stata depressa? Sì.
- Ti sei mai ubriacato? No. Sono una persona molto triste.
- Elenca tre colori che ti piacciono: Rosso, Turchese, Viola.
- Litigato con qualcuno? Non ancora.
- Riso fino a piangere? Con lei sempre.
- Incontrato qualcuno che ti ha cambiato la vita? Più di una volta.
- Capito chi sono i veri amici? Ancora non del tutto.
- Beccato qualcuno che stava parlando di te? Tantissime persone. In positivo e in negativo.
- Sei felice? Abbastanza.
- A che ore ti sei svegliata questa mattina? 11
- Che stavi facendo la notte scorsa a mezzanotte? Serie tv.
- Quale è la cosa che ti auguri di cambiare nella tua vita? Il fatto di riprenderla in mano.
- Che cosa stai ascoltando ora? I rumori della strada nella notte.
- Cos'è l'amicizia per te? L'esserci sempre e dirsi tutto. Ma proprio tutto eh!
- Per te sono più importanti la salute o il denaro? Domanda trabocchetto. Uguali in modo differente.
- Che cosa ti da sui nervi? Le persone che si prendono troppa confidenza con relative battutine.
- Cioccolato bianco o nero? Nero tutta la vita.
- Al latte o fondente? Mmmm metà e metà? Più per il fondente ...
- Hai tatuaggi? No. Ne ho in programmazione per il futuro almeno due.
- Piercing? No.
- Baci o abbracci? Entrambi contemporaneamente se possibile.
- Prima migliore amica? Tia
- Primo sport cui hai partecipato? Ballo.
- Animale domestico? Ora una gattina.
- Primo concerto? Escludendo quelli da bambina dove mi portavano i miei che non ricordo però; direi il primo al quale sono stata da sola:  Caparezza.
- Prima cotta? Davide alle elementari.
- Quanti bambini vorresti avere? Sò un poco gggiovane. Ma o uno solo maschio o due gemelli FM.
- Vuoi sposarti? Se non c'è altra alternativa sì.
- Ragazzo/a ideale?  Troppe caratteristiche ci sono. D'aspetto: moro occhi chiari se possibile verdi.
- Labbra o occhi? Occhi.
- Dolce o stronzo? Ma secondo te?! Dolce.
- Romantico o spontaneo? L'una non esclude l'altra.
- Sensibile o superficiale? Una cosa omogenea di entrambe le cose.
- Storiella o relazione? Entrambe.
- Provocatore o sincero? Entrambe.
- Quale carriera hai in mente? Nessuna.
- Parolaccia che dici più spesso? Cazzo.
- Avuto la sospensione a scuola? Mai. Sono stata molto brava.
- Perso gli occhiali o le lenti a contatto? Perso un paio di occhiali da sole in un camerino anni fa.
- Ti sei mai innamorato al tuo primo appuntamento? Sì.
- Spezzato il cuore di qualcuno? Sì.
- Avuto il tuo cuore spezzato? No. Delusa e incazzata sì.
- Pianto per la morte di qualcuno? Sì.
- Avuto una cotta per un tuo amico? No.
- Sei mai stato arrestato? No ma più di una volta avrebbero dovuto farlo.
- In te prevale più sentimento o ragione? Ragione sempre e comunque.
- Avuto più di un ragazzo contemporaneamente? Sì.
- Detto a qualcuno che lo ami? La mia migliore amica conta?
- Credi nei miracoli? Credo nelle botte di culo.
- Nell'amore a prima vista? Sì.
- Nel Paradiso? Sì.
- Nel vero amore? Sì ma nelle sue più diverse forme.
- Negli Angeli? Forse.
- In Dio? Credo in una forza creatrice non ben identificata.
- Ti sei rotto le palle di rispondere alle domande? Stranamente no.
- Cosa farai dopo? Serie tv. Ovvio

La giornata giunge al termine (ho iniziato il pomeriggio e lo finisco la sera tardissimo) me ne vado subito a guardare una serie tv anche se dovrei dormire ... ma non importa.
Finiscono qui le mie facezie per questo giorno.

venerdì 14 luglio 2017

Pensieri sparsi

Il tuo odore sulla mia maglietta. Ora non c'è più. Si è dissolto, sparito per sempre anche dal mio ricordo. Invidio colore che riescono a ricordare un profumo, che hanno potuto essere così in sintonia e in amore per qualcuno da ricordare persino il suo odore.
Non ricordo più nemmeno i tuoi occhi. Non li guardavo mai in effetti. Facevo e faccio fatica anche ora. Troppo puri, troppo chiari, forse troppo tutto. In grado di giudicarmi, di sapere e capire. Carpire informazioni, vedere quando sto male.

Sai qualcosa di me? Della mia famiglia, del mio passato? No, nulla. Come del resto tutti gli altri. Ad ognuno la sua vita e le sue storie con me. Riuscirei ad essere una brava spia. Cambiare identità , cambiare nome e restare un mistero per chiunque. Facile. Riuscirei ad essere anche una brava amante. Se non fosse che poi finirei con l'innamorarmi o coll'abbandonare tutti.
Se chiedete ad ogni persona che è stata e sta ancora sulla mia strada informazioni sul mio conto e sul mio carattere, forse avreste una vaga idea della mia vita e dei miei pensieri.

Forse sono un tipo da città. Una di quelle che vedi una volta passare per la tua strada e potenzialmente essere chiunque. Anche il grande amore della tua vita, perché no. Una qualunque in mezzo ad una folla di persone qualunque, ognuna con la sua caratteristica e il suo stile. Un giorno sarei più sportiva, l'altro elegante, un'altro ancora potrei essere scambiata per ragazzo, una volta per bambina, l'altro ancora per adulta.
Non riuscirebbe a capire chi sono nemmeno uno psicologo.

Oppure tutto questo è normale. Tutti siamo così e tutti mentiamo. Tutti giriamo facendoci vedere felici e senza pensieri nascondendo, a seconda della persona che troviamo davanti, un pezzo della propria vita e del proprio carattere. Forse fa parte della natura umana e basterebbe dircele queste cose o trovarle scritte da qualche parte (cosa che non escludo) per essere più tranquilli. Più sereni e privi di angosce.

Ma alzi gli occhi e attorno a te vedi solo persone felici e realizzate.

Forse sono solo un normale essere umano: un essere straordinario.