sabato 7 ottobre 2017

Ciclo e Paranoie

Parola che fa paura e terrorizza migliaia di uomini (E donne) all'ascolto.
Ma sì,miei cari, esiste il ciclo noi donne ce lo sorbiamo dai nostri 12/14 anni (so che ci siete anche voi primizie che lo subite da ben prima , vi sono vicina) e conviviamo con esso fino ad una veneranda età.
È una realtà che esiste e che sta uscendo fuori dal guscio solo negli ultimi tempi, viene comunque sempre visto come qualcosa di tabù che è bene non sventolare troppo e soprattutto è bene celare ai maschietti. Cosa a mio avviso molto sbagliata (che faccio anche io per una mentalità cresciuta con questo ideale) ma che ritengo comunque inopportuna perché è bene che gli uomini imparino a capire che questo non è solo un momento per dare in escandescenze ma è un momento nel quale non siamo al 100x100 ma è una cosa assolutamente normale che passerà.

Ci sono vari modi nei quali la donna reagisce al ciclo: ci sono le fortunate che non sentono alcun dolore o un lieve fastidio, quelle che hanno dolori vari, quelle che hanno nausea e vomito, coloro che sentono forti crampi e c'è persino chi soffre di estremo dolore tanto che è costretto ad andare in ospedale*. E molto altro,abbiamo uno spettro molto ampio che comprende i classici cinematografici sbalzi d'umore e la perenne fame dolcifera e non devastante.**
*posso giurare che è vero e non sto esagerando nulla,anche questa è una realtà della vita femminile che non viene mai mostrata*
**un sintomo non esclude gli altri perciò in quei giorni possiamo passare anche per ogni stadio sopra citato**

Personalmente faccio parte della categoria nausea+vomito (yippy) e vi posso assicurare che non è piacevole ne per me che la vivo ne tanto meno per le persone che mi sono accanto che sono costrette a vedere un fantasma vagare per casa che crolla ovunque si trovi e dorme per ore per poi correre nuovamente in bagno. Può sembrare comico scritto così devo ammetterlo ma non lo è.

Ma sorvolando la mia esperienza personale che a voi non frega un cazzo ma io la dico lo stesso (pappapero) mi sono messa a pensare a quante donne si trovassero nella mia situazione e a quante succeda molto di peggio. Valutando un poco il corso della storia e anche la storia attuale mi è venuto naturale pensare che forse è anche per questo che ad una donna viene associato il termine "sesso debole" e venga addirittura discriminata. Non sto affatto dicendo che sia giusto.

Mi spiego meglio. Se una donna una volta al mese per un tot di giorni è fisicamente impossibilitata ad essere al 100x100 attiva e a poter usare al meglio le sue possibilità e capacità forse allora è "normale" che venga associata ad aggettivi come debole. Ciò non giustifica il fatto che venga discriminata e resa succube di un meccanismo maschilista; ma dato che in quei giorni la donna perde un po' della sua forza (che ha in abbondanza) allora anche lei si sentirà più debole e più incerta.

Mi spiego ancora meglio per non iniziare ad essere accusata di qualsiasi cosa: il mio ultimo mese sotto questo punto di vista è stato abbastanza atroce dato che sono stata incapace anche solo di camminare ma ero a casa dei miei quindi problemi non c'erano ma mi sono posta la seguente domanda "e se io convivessi con il mio ragazzo?". Ed ho iniziato ad avere mille paranoie perché in quel determinato periodo io sarei solo uno straccio buttato lì in un angolo che ogni tanto deve correre in bagno. Non faccio altro. Non servo ad altro. Sarei un peso importante della quale il poveretto dovrebbe prendersi cura, come se non fosse già abbastanza dura prendersi cura di sé stessi!

Quando sto male sono molto autonoma e non voglio aiuti esterni se non strettamente necessari quindi problemi probabilmente non si potrebbero ma determinate situazioni mi fanno sentire debole. Mi sentirei un peso per la persona che mi sta accanto, probabilmente non riuscirebbe a capire che sono dolori veri* e che non passeranno con una pasticca.**
*altro problema gli uomini che non comprendono che il ciclo comporta dei dolori veri*
**nel caso di alcuni dolori/fastidi basta effettivamente una pasticca perché passino almeno per un po', ma in altri casi come il mio dato che mi è impossibile ingerire la qualunque una pillola non fa al caso nostro**

Mi sentirei di monopolizzare per quei momenti la vita dell'altra persona e considerando che si tratta di un dolore che è destinato a ripetersi nel tempo queste sensazioni negative di disagio aumenterebbero e non passerebbero nel corso del tempo. Per non parlare della vista in se e di tutto ciò che comporta lo sporcarsi, il macchiare indumenti, lenzuola e panni vari che porterebbero (e sono sicura in passato hanno sicuramente portato) ulteriore disagio.

Quindi andando ad accumulare disagi+disagio posso comprendere come nel passato queste cose non fossero solo tabù ma fossero considerate anche cose scandalose e che rendono la donna un incubatrice inadatta a svolgere qualsiasi altro tipo di lavoro.

Siamo forti e possiamo superare ogni cosa e il mio fermarmi e stare male non fa di me una debole o non sminuisce in alcun modo ciò che faccio e ciò che sono ma resta il fatto che mi fermo, che devo avere una pausa e in questa pausa starò male (che comunque può essere attribuita come cosa anche alla mia vita in generale ma questo è un altro discorso) e che potrei essere un "peso" per qualcuno.

Potrei parlare anche delle pubblicità idiote di adesso degli assorbenti ma mi fermo qui speranzosa che il messaggio sia arrivato. Fatemi sapere

1 commento:

Mr.Foxjumper ha detto...

Capita in qualche momento di non essere completamente autonomi, sia per motivi di salute o morali. Ma ciò non ti deve preoccupare poi troppo, se tu convivessi con il tuo ragazzo lui saprebbe sicuramente affrontare con pazienza la cosa sia perché il " In salute e in malattia" vale in più o meno tutti i gradi di relazione sia perché un giorno potrebbe essere lui indisposto. E considerando che a noi uomini generalmente basta un raffreddore per indurci in uno stato semi comatoso, direi che non hai davvero motivo per preoccuparti